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In una società civile che voglia veramente rinnovarsi, che voglia investire per il futuro ed essere più attenta alle esigenze della persona, la qualità dell'istruzione è fondamentale.
Oggi, e sempre più negli anni a venire, è richiesta ai cittadini attivi la capacità di comprendere i linguaggi della scienza e delle tecnologie. E tuttavia l'evoluzione tumultuosa delle conoscenze scientifiche e tecnologiche rende rapidamente obsoleti i piani di studio dei profili formativi più direttamente coinvolti e, in particolare, dei vari indirizzi dell'istruzione tecnica.
Per evitare di fornire una preparazione scolastica non adeguata alle necessità della vita lavorativa,la scuola secondaria ad indirizzo tecnico nell'ultimo decennio ha modificato la logica, che fino a poco tempo addietro, aveva portato alla proliferazione dei percorsi di specializzazione, nell'illusione di riuscire a soddisfare le richieste sempre più specifiche dei diversi settori produttivi. Ci si è accorti che l'eccessiva settorializzazione non solo non riusciva nello scopo di colmare la distanza tra le sempre più pressanti esigenze delle tecnologie e la preparazione scolastica, ma, al contrario, allontanava gli studenti dall'unico modo possibile di superare questo divario, cioè quello di potenziare la propria formazione generale e acquistare la capacità di "riconvertirsi" quando necessario.
Ormai è accolto da tutti, senza incertezze, il principio di introdurre e rafforzare, nei piani di studio delle scuole più aggiornate, le basi portanti del sapere scientifico e tecnologico e non, invece, quello di espandere la semplice conoscenza delle applicazioni correnti. In altre parole, nella pianificazione del percorso formativo viene privilegiato il sapere consolidato e invariante rispetto alle novità, che, con elevata probabilità, potrebbero rivelarsi effimere e non più attuali nel momento in cui lo studente diventerà professionista.
La scuola deve quindi saper distinguere adeguatamente le trasformazioni del sapere dalle semplici evoluzioni applicative, per evitare il rischio che, in nome della modernizzazione, fallisca quello che deve essere sempre l'obiettivo più importante nella formazione: aiutare il giovane a dotarsi di un insieme di competenze consistenti e durevoli. Pertanto, una scuola tecnica veramente nuova è quella in cui viene rafforzata la cultura generale e vengono gettate le basi di una solida professionalità, in un bilanciato rapporto tra conoscenze scientifiche e competenze specialistiche di settore.
Ma un sicuro investimento per il futuro deve anche essere svincolato da pregiudizi e abitudini che non hanno più alcuna giustificazione di esistere. La donna nella società attuale è inserita in campi che fino a poco tempo fa erano prerogativa prettamente maschile. Se, come deve essere, si punta ad una concreta parità tra i sessi nella vita sociale e nel lavoro, cioè si tende a quelle condizioni che vengono definite di "pari opportunità", allora deve cadere ogni dannosa preclusione, fin dalla scelta della scuola superiore. Non esiste alcun valido argomento per ritenere che una formazione scolastica ad impostazione scientifico-tecnologica, come quella che è in grado di sviluppare un istituto tecnico industriale, non risponda altrettanto bene alle aspirazioni e alle esigenze di ragazzi e ragazze, nel presente e ancor più nel futuro.
Le finalità dell'ITIS sono quelle di formare una figura professionale di perito industriale caratterizzata da capacità di orientamento di fronte a problemi nuovi e da un ampio ventaglio di competenze, in grado di inserirsi in realtà produttive molto diverse e in rapida evoluzione. Le due specializzazioni proposte dal Volterra - "informatica industriale" ed "elettrotecnica e automazione" - si collocano nelle aree che offrono maggiori prospettive occupazionali, in quanto appartenenti a settori in continuo sviluppo e che presentano un'elevata dinamica nella domanda di impiegati tecnici e quadri intermedi. Inoltre l'istituto fornisce agli studenti, che eventualmente intendano proseguire gli studi dopo il diploma, una piattaforma sicura per affrontare un corso universitario, in particolare nelle facoltà a contenuti tecnologici ed informatici presenti a Venezia, Padova e Udine.
Le pagine che seguono illustrano sinteticamente l'organizzazione didattica del "Volterra" e alcune attività che ne caratterizzano la vita. Lo scopo fondamentale è quello di fornire, anche attraverso Internet, un contributo di conoscenze utili a chi si trovi nel problematico e delicato momento della scelta della scuola superiore. Ma con la decisione di essere "on line", l'Istituto vuole anche gettare dei ponti: verso il mondo del lavoro, per farsi conoscere dalle aziende e facilitare il contatto tra queste e gli studenti; verso altre scuole per realizzare sinergie; verso chiunque sia interessato ai problemi dei giovani.
Il dirigente scolastico
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