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La scuola è, per definizione, un sistema organizzato e, in quanto tale, deve rifuggire da qualsiasi tentazione verticistica, burocratica e autoreferenziale. Tale era la scuola dei decenni precedenti, governata dall’esterno attraverso procedure rigide e predefinite, di cui il dirigente, il vecchio preside, era il custode fedele e passivo.
L’autonomia, ottenuta nei tardi anni novanta del secolo scorso, ha radicalmente mutato il quadro complessivo entro cui l’istituzione scolastica è chiamata ad operare: non più una struttura preventivamente costituita, ma una rete flessibile di responsabilità e di deleghe, di cui il dirigente scolastico è il referente ultimo, ma non più esclusivo, anzi, esso stesso chiamato ad interferire - con ruolo e responsabilità specifiche - all’interno della rete organizzativa.
Ciò presuppone la formalizzazione di un Organigramma di istituto, che renda fluide le relazioni, visibili e trasparenti le diverse responsabilità, flessibili i comportamenti, complementari e intrecciati i diversi settori di intervento dei diversi soggetti chiamati a collaborare al funzionamento dell’istituzione scolastica.
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